domenica 20 agosto 2017

Eravamo solo bambini

Edizioni Piemme, 2010. 210 pag. brossura, €15,00

Lo chiamano “il nido degli angeli” perché è un istituto che accoglie bambini senza famiglia. Mario è uno di loro, ha dodici anni ed è solo al mondo. Quando vi arriva, ha già alle spalle una lunga esperienza di brefotrofi e collegi, ma spera di trovare finalmente calore umano e affetto. Tanto più che la direttrice, una ex suora che gode fama di donna caritatevole, afferma di voler essere per i suoi sfortunati ospiti «la mamma che non hanno mai avuto». La realtà è ben diversa. Quello che Maria Diletta Pagliuca dirige con spietata crudeltà è un vero e proprio inferno in cui i bambini devono fare i conti con la fame, il freddo, i maltrattamenti, le più infami punizioni corporali. Eppure la luce della speranza non si spegne, alimentata da gesti semplici e quotidiani. Mario riesce perfino a trovare un amico, Francesco. Insieme condividono piccole gioie e grandi sofferenze, ma una notte Francesco scompare e a Mario non resta che sperare che sia riuscito a realizzare il suo sogno di fuga. Molti anni dopo, quando partono i lavori di demolizione di quel luogo di dolore, si riapre la ferita che non si era mai rimarginata. E Mario deve affrontare di nuovo i fantasmi della sua infanzia rubata.

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«La scrittura limpida e avvincente di Massimo Polidoro riporta alla luce una vicenda che sconvolse l’Italia. L’Istituto Santa Rita di Grottaferrata fu un inferno e la sua direttrice una creatura grottesca, sadica, spietata. Eppure entrambi godettero fino all’ultimo di complicità e protezioni ai più alti livelli. In altre mani avrebbe potuto scaturirne una storia di pura violenza, di orrore. Ma Polidoro è scrittore troppo dotato, e le sue pagine, emozionanti, inducono a uno sdegno e a una commozione crescenti. Un grande libro».
Valerio Evangelisti

Edizione Pocket: 2011, pp. 183, € 9,00.

«Maria Diletta Pagliuca diresse un istituto per orfani con spietatezza e sadismo. Qui troviamo la testimonianza di un bambino che racconta la paura, il dolore ma anche la gioia dell’amicizia e quella di essere sopravvissuto. Da un fatto di cronaca un libro avvincente e limpido, emozionante».
laFeltrinelli

“Un racconto feroce e commovente”
GQ Italia Magazine

“Una denuncia contro l’indifferenza e la superficialità di certe istituzioni. Una storia dolorosa e toccante”
Corriere della Sera


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NE HANNO SCRITTO, TRA GLI ALTRI:

Giuseppe Di Stefano, “Gli atti processuali sulla casa degli orrori”, Corriere della sera, 14 settembre 2010.

Valeria Parrella, “Massimo Polidoro indaga sull’infanzia difficile”, Grazia, 3 luglio 2010.

Antonella Beccaria: “Eravamo solo bambini”: lo chiamavano il nido degli angeli, era il regno della brutalità, Xaaraan, 9 settembre 2010.

Alessandro Raina (Amor Fou): “Eravamo solo bambini”, I moralisti, 8 luglio 2010.

Fabrizio Giusti: “Colomba, suora e strega”, Il Mamilio approfondimenti, 23 agosto 2010.

QLibri Network: “Eravamo solo bambini”, QLibri, 25 agosto 2010.

Rosalba Cocco, “Eravamo solo bambini: un libro di Massimo Polidoro”, Crescere creativamente, 28 luglio 2010.

Lula, “Eravamo solo bambini”, Bloc Notes genitori, 3 gennaio 2011.

Susanna Dolci: “Eravamo solo bambini”, Controluce, 10 ottobre 2010.

Maria Grazia Butti: “Eravamo solo bambini”, Le sfumature danno vita ai colori, 7 agosto 2010.

 

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41 Comments

  1. Ciao Massimo…oltre a conoscere il tuo libro purtroppo conosco anche le vicende orrende che le mura di quel posto racchiudevano. Mia zia era lì, una bambina disabile di soli 5/6anni…ricorda tutto…anche s non parla bene lo racconta a modo suo…quel posto l’ha segnata per sempre…

    1. Ti ringrazio per avere condiviso il ricordo di tua zia. È stato un posto orribile e bisogna sempre vegliare perché simili orrori non si ripetano.

  2. Preso adesso! Quanto prima lo inizierò

  3. Ciao Massimo!
    Sono venuta a conoscenza del tuo libro per caso, girando su internet e me ne sono innamorata.
    Frequento un corso per diventare un’assistente all’infanzia per poter un giorno lavorare con i bimbi e come argomento centrale per la tesina da presentare all’esame finale ho proprio scelto il tuo libro “eravamo solo bambini!”. Mi faceva piacere che lo sapessi!

    1. Che bella notizia, Ferruccia. Mi fa davvero tanto piacere. Grazie!

  4. E un libro davvero meraviglioso ! (Mi sono sentita male quando leggevo cio che la pagliuca faceva a quei bambini … ma per fortuna qualcuno ha capito cio che faceva e la pagliuca ha avuto cio che si meritava !! Un libro davvero da leggere complimenti !!!

  5. @Francesca: Grazie per le tue belle parole, mi fa piacere che il libro ti sia piaciuto. Volevo solo ricordare che, anche se il libro è narrato in prima persona, la storia che racconta non è la mia ma quella di Mario Appignani, come spiego nella postfazione.

  6. Ho scoperto ERAVAMO SOLO BAMBINI in questi giorni grazie a mia madre che,avendolo letto,me lo ha fortemente consigliato e “passato”.Sapere del trattamento disumano che in molti(compreso te,e mi scuso per il”tu”) hanno passato non solo in quell’istituto,mi fa salire una rabbia senza fine!Vorrei farti i miei complimenti per il racconto così scorrevole,seppur molto duro,e dettagliato(purtroppo per tutti voi..).Pagine e pagine che si fanno”divorare”senza mai fermarsi se non per riflettere sull’orrore di questi posti.Da consigliare vivamente a tutti!!! una stretta di mano,seppur virtuale,per te

  7. Ho letto qs libro per un solo motivo.. il titolo. Purtroppo anche io ho fatto parte di quella schiera di bambini maltrattati durante l’infanzia, e scrivendo di me e di alcuni compagni scrissi proprio qs frase “eravamo solo bambini”… una frase come tante che riassume orrori, strazio, sofferenze e una ferita che non rimargina, quella dei non amati. Ci sono cose che, nonostante tutto, non si possono dimenticare. Nel lavoro che faccio oggi vivo per quei “non amati” cercando di dare loro quell’amore che non hanno avuto. Non sempre ci si riesce, ma almeno si prova. Lessi qs libro in spiaggia, sbagliando completamente, ma sono sempre curiosa e non volevo aspettare, mi ha davvero colpito come se dopo anni qcn ancora mi ridesse uno schiaffo.
    Grazie per la testimonianza sapere che non si è mai soli nei brutti ricordi che a volte riaffiorano è consolante..
    “E quasi per sbaglio scoprì una delle grandi verità della sua infanzia: i veri mostri sono gli adulti.”
    “Ripensando alla mia infanzia, mi chiedo come sono riuscito a sopravvivere. Naturalmente è stata un’infanzia infelice, sennò non ci sarebbe gusto.”

  8. @Carole:
    grazie davvero per il tuo interessante commento e per le gentili parole. Sono davvero contento che il libro ti abbia così colpito e spero che il prossimo possa piacerti altrettanto. In effetti, non manca molto all’uscita… Prossimamente ci saranno aggiornamenti sempre qui sul sito: spero mi farai sapere ancora le tue impressioni. A presto e grazie ancora.

  9. Ho letto questo libro in treno tornando dal lavoro.
    Lo sviscerare le emozioni di Mario (la paura, il terrore, l’umiliazione, la vergogna ma anche la speranza di scappare insieme a Francesco), l’assoluta necessità mentale di pensare in qualque modo che esiste un altra possibilità di vivere meccanismi conosciuti, grazie ai racconti di chi è stato rapito, è particolarmente efficace perchè l’uso delle parole permette di sentire i rumori, gli odori. Il lettore dorme insieme ai bambini con la paura di quello che possa succedere.
    Il sentimento della paura è particolarmente ben riuscito quello della compassione è sfiorato con i bambini che aiutano gli altri a mangiare.
    Mi stupisce l’aspetto giudiziaro, come è possibile…
    Avendo fatto le scuole cattoliche il pensiero del redimersi dai propri peccati tramite la sofferenza è un pilastro del credo cattolico, è ovvio a tutti.
    Capisco solo ora che Mario non è Massimo il che dimostra una grande capacità di vivere i sentimenti e i pensieri del protagonista.
    Non vedo l’ora di leggere i suoi altri libri.
    Grazie.

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